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Recensioni dei "Critici d'Arte" : Gianni Latronico di Matera - Riccardo Zigrino di Taranto - Simone Fappanni di Cremona - Giuseppe Manitta di Catania - Silvano Motta di Messina e di altri studiosi di seguito elencati.....
LA NUOVA FIGURAZIONE INTERIORE DI FLAVIA VIZZARI In stretta relazione di tavolozza, Flavia Vizzari trasferisce il vecchio figurativo tradizionale in nuova figurazione interiore, evocando magiche fusioni, luminose profondità, totale aderenza all' armonia stilistica, mettendoci tutta l'anima. Lei interpreta i dettami accademici in senso lirico - evocativo, i canoni classici in senso poetico - spirituale e le varie tecniche antiche in senso applicativo e moderno , trasfigurando la natura oggettiva e la realtà fenomenica nella sua poetica personale e nella sua acuta sensibilità artistica. L' evoluzione tematica, coloristica, dinamica dei suoi incantevoli dipinti si manifesta in sacre Madonne ieratiche, in luminosi tramonti onirici, in silenti nature morte, da uno speciale taglio fotografico e da una particolare angolazione soggettiva. La sua galleria abbonda di quadri dal lineare disegno ornato, dall' innato rilievo prospettico e dal nitido colore vibrante di luce, amore, energia vitale, nella pienezza della gioia di vivere, nell'immediatezza della percezione visiva e nel tripudio dell'immagine mediatica. In Flavia Vizzari, l'oggettività relativa viene a coincidere con la soggettività assoluta, evidenziandone i particolari, le lumeggiature, le tonalità in una universale etica di sensazioni psichiche ed in un'infinita gamma di gradazioni cromatiche. Tra i virgulti lussureggianti del suo giardino incantato non ci sono alberi sradicati, foglie morte, fiori del male; ma spiccano screziati gigli variegati, che hanno sottratto a Prometeo la scintilla del fuoco sacro, per trasformarla in un attimo d'eternità e in figure votate all'immortalità. / GIANNI LATRONICO, critico d'ARTE /. Matera (la città dei sassi)
" Nata e residente a Messina, Flavia Vizzari ha studiato alla Scuola d'Arte della sua città natale, ed ha conseguito i diplomi di Maestro d'Arte e la Maturità in Arte Applicata. Intensa e la sua attività espositiva e la ricerca stilistico-esecutiva; ne sono testimonianza evidente le varie soluzioni rappresentative presenti nelle sue opere.
Architetto NINO PRINCIPATO “…..Flavia Vizzari dodata di grande sensibilità artistica e di uno spiccato senso del colore, la pittrice evidenzia nelle sue opere la sua solida preparazione tecnica e la padronanza del disegno che stanno alla base delle sue composizioni. Siano esse Madonne, o paesaggi, o personaggi come la splendida figura dell'uomo di colore che si staglia, con stupefacente profondità, sullo sfondo del mare, le sue rappresentazioni trasfigurano la realtà, nel senso che si pongono come elementi mediatori fra un concreto presente e una futura idealità, dove il valore dello spirito che forma è tutto. (12 Agosto 2006) Flavia Vizzari è pittrice dell’espressione, nel senso che la sua arte pone il problema del concreto rapporto con la società, e dunque della comunicazione. Con un fare pittura che è continua ricerca coloristica e compositiva, l’artista, infatti, trasmette messaggi di vita che sono sublimati dall’arte. Nella sua “Madonna della Coltura” (patrona di Parabita (Lecce), che secondo la tradizione era raffigurata in un’icona bizantina del XII secolo trovata da un contadino che arava un campo), ci presenta un “monolito d’amore” illuminato dallo splendido volto della Vergine. E nell’opera “Nella tenda”, rievoca un accadimento attuale che enfatizza la biblica “Tenda santa dell’Alleanza”, il santuario mobile nel deserto per l’incontro tra Dio e Israele. (4 Gennaio 2007)
" I dipinti di Flavia Vizzari impregnati di umori fantastici, imbevuti di antichi sapori mediterranei, intrisi di desideri, rivissuti attraverso il filtro rigoroso dell’anima siciliana, hanno il profumo forte e delicato della zagara. L’artista ama descrivere semplici cose di chiara leggibilità stendendo il colore con perizia consumata si che il paesaggio e la natura morta, il mare e gli scorci urbani, attraverso un percorso sempre fedele , ci affascinano e seducono.
Riccardo Zigrino ( 30 Aprile 2004 ) : ( critico d’Arte di Taranto )
Recensione - Dicembre 2000 - Fortunato Micale - ME "Quella di Flavia Vizzari è una pittura nitida ed accurata, dal disegno corretto e preciso. L'ispirazione predilige temi familiari ed affettuosi...i lavori meglio riusciti e più significativi per la personalità dell'artista sono, in primis, le nature morte,
...viene valorizzata al massimo una notevole sapienza tecnica, la pazienza nell'esecuzione, specie se si tratti di volumi o di piani in prospettiva in cui l'artista eccelle. ..." / FORTUNATO MICALE /. -- analisi di alcuni lavori di Fortunato Micale :
"..."RITORNO AL ROMANTICISMO"
quattrocenteschi....ottimo
anche
realismo dei tronchi e rami, ed il realismo naif delle foglie, felice incongruenza..... "ASTRAZIONE"
Presentazione critica : "LA NATURA INCONTAMINATA DI FLAVIA VIZZARI" “Si respira una freschezza infinita nei lavori pittorici di Flavia Vizzari. Protagonista di un iter creativo degno della massima considerazione, in cui spiccano importanti premi e riconoscimenti, dopo una fitta serie di appuntamenti espositivi in Sicilia , ha esposto — e continua a farlo con successo — in diverse e note località italiane ed estere. Flavia Vizzari ci propone, come detto in apertura, delle raffinate immagini in cui il dato naturale si carica di una poesia dolcissima, accompagnata da un uso sapiente del colore e da una disinvoltura estrema nell’apparato segnico che, certamente, contribuisce alla resa emozionale dei suoi soggetti. Fra campi di margherite, vele spiegate al vento, paesaggi e scorci assai suggestivi, la Vizzari ci coinvolge in un affascinante iter creativo che bene si può inquadrare in un moderno realismo contraddistinto da una evidente originalità” (Dott. Simone Fappanni, critico d’arte di Cremona)
CRISTIAN MAURIZIO BELLI.
"La pittrice Flavia Vizzari ha un modo diverso di intendere l'arte, la quale si rispecchia più sulla rappresentazione sentimentale, innestando sempre nelle sue tele quel tocco spaziale legato alle sensazioni e alle emozioni che i particolari suscitano nel contesto. Il tutto è colorato in una cornice reale mischiato a quei sentori nostalgici romantici."
Messina 22 Novembre 2007 - h.0,16
A CURA DI GIUSEPPE MANITTA ( critico del " Convivio" ) " ...raffigura nei suoi dipinti immagini affascinanti e spunti romantici tratti dalla sua terra: la Sicilia. I suoi gusti cromatici sono intensi, spingono il fruitore alla riflessione mediante pulsazioni emotive che traggono origine dalla fascinosa interiorità femminile. Scene radicate nella storia e nell'amenità della natura sono affiancate ad immagini di risvolto sociale, momenti di un esistenza in evoluzione esistenziale, che si spinge alla meditazione di drammi irrisolti, quali l'emarginazione, il pregiudizio. Tutti elementi che traspaiono con chiarezza da opere che hanno una forte vitalità. Illuminanti tramonti irradiano alcune tele, sembrano fare scorgere una luce intensa sull'esistenzialismo buio dell'uomo, sulla sua anima. Con intensa emozionalità l'autrice modella narrazioni paesaggistiche e ritratti molto ben equilibrati, sapientemente articolati in luci ed ombre. Inoltre con fine intuito psicologico fonde nei soggetti i sentimenti che attinge non solo dal proprio io, ma anche dall'esperienza. Pittura intensa , molto raffinata, che fonde quelle intime pulsazioni con tensioni e palpiti vitali che vengono oggettivati pur partendo da un'analisi profondamente soggettiva. Scene molto ricche sia dal punto di vista contenutistico che stilistico. Spesso sentimenti diversi, tramutati in pennellate dense di colori, si oppongono e si fondono in un connubio di rara bellezza. Dalle opere si evince una buona preparazione artistica soprattutto nella resa prospettica, dalle raffigurazioni umane, nonchè dalla realizzazione di nature morte. Uno stile che sapora di impressionismo filtrato dalle ultime correnti del Novecento, di un simbolismo di immediata espressività. I soggetti rivivono nel ritmo delle vibrazioni, in una pittura che propone oniriche e affascinanti realtà, semplici e complesse allo stesso tempo. Ogni pennellata ridesta nel fruitore le emozioni sopite nell'animo, che sempre più spesso si distrae e, impensierito dal cammino della vita, tralascia sentimenti e valori universali di cui ha necessariamente bisogno. la sua arte, dunque, si dispiega tra il racconto e la riflessione, tra la contemplazione del reale e del bello, tra le mozioni interiori e l'assoluto. Aneliti di libertà e di serenità, di riflessione e di risvolti cupi dell'animo si materializzano nelle tele , in piena sintonia con i vari messaggi che l'autrice vuole trasmettere." (Giuseppe Manitta - critico del " Convivio").
".... L'uomo, la Natura ( natura viva - morta ), sono evidenziati nelle sue tele e la loro ripetizione in più dipinti non significa monotonia, ma asprime qualcosa che va al di la della realtà attraverso il simbolo. Elementi naturali di significato cosmico sono il cielo, il mare, il sole ; il significato cosmico dell'acqua è rappresentato dall'artista nelle sue diverse forme, acqua come fonte di vita e vita e morte sono insieme, coesistono soprettutto nelle "nature morte" che sembrano vive. L'altro tema fondamentale riscontrabile nelle sue tele è quello dell'uomo che si riflette su se stesso alla ricerca del proprio IO, che invita alla ricerca della divinità che è nell'uomo, ma non nel senso religioso del termine ma in senso lato. Dell'uomo come" paesaggio umano"; infatti la pittrice dimostra di essere anche un'abile creatrice di paesaggi umani, sapiente evidenziatrice della costruzione dell'ambiente edilizio in oniriche ed affascinanti realtà."//dalla Presentazione della Personale"OLTRE LA FORMA" del Maggio 2003 // Prof. Angelo Manitta //.
( Presentazione della Personale "ARTE & decoupage" del 2 Ottobre 2004) di Silvano Motta. - REALISMO ESPRESSIVO E SIMBOLISMO COSTRUTTIVO - "...l'Arte è....conoscenza di tutto quanto osserviamo, sentiamo o pensiamo. Importante è saper trasferire sulla tela queste sensazioni ed animarle di luce propria...Flavia Vizzari ha trasferito queste sensazioni mettendo in luce il suo talento artistico, la sua semplicità armonica, ed il suo grande amore per la natura, filtrata questa, in quasi tutte le sue opere, da un forte senso di solitudine o di lontananza...è possibile, anche per un solo attimo, immergersi nelle acque fresche di un lago, liberi da condizionamenti, come nell'opera "ASCOLTANDO L'IMMENSO"
nell'opera...
D'INVERNO"
"RIFLESSI".
nostra fantasia
("DESERTO"
(Personale "Arte & Decoupage" del 2 Ottobre 2004)
(Presentazione della Personale "LE EMOZIONI DEL COLORE" del 23 Aprile 2005) di Carmelo Duro. "....dipinge ormai da circa 26 anni e riesce a conciliare l'eterogeneo lavoro di casa con la tela ed il pennello. E' un figurativo con qualche debolezza per il surreale e tentazioni non
scacciate per l'introspezione.
impotenza umana davanti all'immensità che ci circonda.
vedano "CARME di
COLORI",
VITA",
nell'ACQUA",
(Personale "LE EMOZIONI DEL COLORE" del 23 Aprile 2005)
(Presentazione della Personale "RIFLESSIONI PITTORICHE" del 10 Dicembre 2005) di Angelo Manitta. "...L'emozione e il colore diventano nella sua tela un tutt'uno. Le pennellate sono rapide e luminose, esse riescono ad imprimere con freschezza i timbri di un'emozionalità profonda. Il suo linguaggio riesce a cogliere le orchestrazioni pacate di un naturale impressionismo, anche se a volte volge verso il surreale. La sua pittura offre una tranquillità emozionale, che vede un semplice rapporto biunivoco, nel tentativo di opporre il paesaggio all'emozionalità.......al simbolo si sostituisce la percezione, all'oggetto fa eco la riflessione, al paesaggio fa da specchio la solitudine. Il rapporto uomo-natura diventa labile e pregnante nello stesso tempo. Quel che si percepisce dalle sue tele è, da una parte l'impotenza dell'uomo davanti al creato che lo circonda, ma dall'altra la serenità e la pacatezza dell'animo umano che, attraverso la meditazione, ha la capacità di dividere e condividere le proprie emozioni con altri. E' questo il caso, ad esempio, di "Insieme".
romanticismo" sembra un passo indietro.
d'inverno". Qui se tutto sembra lontano da una riflessione interiore, se tutto sembra immobile, l'uomo che sale le scale induce, l'autrice da una parte ed il fruitore dall'altra, a riflettere. La sera diventa metafora della vita. Il ritorno a casa diventa un ripiegare su se stessi e un riflettere sulla propria esistenza. Il salire le scale quasi una continuazione della vita, l'invito ad andare oltre, a proseguire. Ed ancora nell'ambito della quotidianità si può inserire "Sciuscià a Kabul".
pensiero...... "Semplicità"
una delle opere più significative.....è in "Deserto con cactus", che compare questa
immenso nello stesso tempo. Ed è proprio la solitudine, come afferma Tomas Mann, che fa maturare l'originalità, la bellezza strana ed inquietante, la poesia. La solitudine in Flavia Vizzari, non è però abbandono, non è isolamento, non è negatività dell'esistere, ma semplicemente riflessione, quasi un mettersi a contatto con l'infinito. Ed indice di solitudine
è pure la tela "Movimento":
onde che sbattono sulla riva e una spiaggia vuota. Lo sfondo e il sole pallido ci presentano una antitesi-sintesi, che pone a confronto l'uomo e il suo pensiero, il paesaggio e il desiderio di pace. Tutto questo fa della pittura di Flavia Vizzari una novità. Si tratta di una pittura che, pur nel suo realismo, speso va oltre la realtà e soprattutto invita il fruitore a volgere lo sguardo oltre la natura. Quell'oltre che ognuno di noi deve saper leggere in ogni quadro, come in ogni opera d'Arte. Infatti l'opera d'Arte si distingue dalla realtà per la sua capacità di costringere il fruitore alla riflessione. Se mancasse quest'imput essa non avrebbe senso. Se l'opera d'Arte non spingesse a travalicare il muro dei sensi, essa non avrebbe senso. Significa che essa non comunica e l'Arte che non comunica non ha senso....Se nella pittura, come nella scultura o nella poesia, nella musica o nell'Arte in generale, siamo riusciti a vedere quest'oltre che sta dietro l'artista e siamo riusciti a farlo nostro anche per un poco, anche noi possiamo dire di essere diventati critici e quindi capaci di prendere coscienza non solo delle emozioni degli altri, ma anche delle nostre che si riflettono negli altri e di quelle degli altri che si riflettono in noi. / ANGELO MANITTA/.
http://www.ilpontenews.it/img/archivio/gen_31_2009.pdf 31 Gennaio 2009
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